Ingredienti: (per 4 persone)
- 400g. di funghi secchi
- 60g. di olio e.v.
- 60g. di burro
- 1 rametto di prezzemolo
- uno spicchio d’aglio
- 3 uova
- farina e latte q.b.
- 80g. di formaggio grana grattugiato
- sale q.b.
Preparazione:
Nelle zone collinose del Veneto dove si raccolgono i funghi in abbondanza e si mettono a seccare per usarli d’inverno, c’è l’uso di fare i “vovi al fongheto”. Se non è proprio una specialità, è un piatto notevolmente diverso da quelli analoghi tanto cari ai cugini francesi. I funghi essiccati si mettono per qualche ora in acqua calda e, dopo averli lavati abbondantemente, si tritano a pezzi molti piccoli. Quindi si soffriggono in olio e burro insieme con un battuto di prezzemolo e poco aglio e si salano. A parte si fanno frittatine sottili con uovo, un po’ di farina, latte e sale e lasciatele freddare, si tagliano a listerelle non più larghe di un dito.
I “cugini” francesi le chiamerebbero “crépes”… ma lasciatemi chiamarle con il nome che userebbe l’Artusi o chiunque abbia un po’ di quella consapevolezza che la cucina Italiana debba essere raccontata usando la nostra lingua.
Strisce di frittata e funghetti tritati si mescolano in una teglia bassa con un fiocchetto di burro e molto formaggio grana grattugiato. Si inforna a caldo per non più di 5 minuti, cioè quanto basta per amalgamare il grana, sia con le strisce di frittata, sia con i funghi.
I “vovi al fongheto” si portano a tavola con la stessa teglia e si mangiano con pane bianco (meglio se fatto in casa), che è forse il più adatto a far gustare il sapore delicato e profumato della pietanza.
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